Vai al contenuto

Analisi dei Rischi, reazioni avverse e studi mancanti dei vaccini mRNA anti sars-cov-2

Abstract

Siamo stati i primi a rilevare il fatto di come le case farmaceutiche, in sordina, abbiano ammesso gravissime reazioni avverse dei loro vaccini covid, riportando tali danni nei foglietti illustrativi (cd. “bugiardini”).

Trovi l’articolo qui: “Vaccini Covid: aumentano le reazioni avverse.

Nuovi bugiardini e reazione ADE

Ciò, in quanto, è ormai copiosa la letteratura scientifica mondiale che evidenzia le complicanze dei cosiddetti vaccini mRNA.

Ma questi nuovi bugiardini ci dicono molto di più; è quindi ora d’interesse andare ad analizzare più approfonditamente i rischi, le reazioni avverse e gli studi mancanti di questi sieri covid.

In specie, insieme alla possibile insorgenza di miocarditi e pericarditi, sono ora state riscontrati anche altri importanti rischi potenziali come la reazione ADE (ossia l’intensificazione dell’infezione virale anticorpo mediata) e questa è già di per se una confessione del fatto che i soggetti guariti non dovrebbero essere vaccinati in quanto hanno sviluppato una immunità naturale (in letteratura, Cfr. amplius, Dr. Barbaro, H-index 56).

Missing information

Ancorpiù importante (e grave) è la tabella relativa a MISSING INFORMATION  ossia la mancancaza di informazioni cliniche relative a studi scientifici pre autorizzazioni, relativi a tutte quelle categorie di pazienti che vengono considerati prioritari per la vaccinazione, ossia i pazienti:

  • con immunodepressioni
  • malattie autoimmuni
  • pazienti con comorbilità incluse le malatie cardiovascolari
  • paziendi pediatrici
  • uso in gravidanza
  • uso in allattamento

non è stato spiegato dal Governo su che base scientifica è stata definita la priorità della vaccinazione su soggetti in relazione ai quali non vi è ombra di studi clinici e il caso vuole come sia proprio tra questi soggetti che si concentri la maggior parte degli effetti avversi segnalati oltre alle mortalità segnalate insieme a quelli che hanno i rischi definiti come le miocarditi e pericarditi.

Complicanze cardiovascolari dei vaccini

Le principali complicanze cardiovascolari associate alla vaccinazione anti SARS-COV-2 sono:

  • Incremento della pressione arteriosa (incremento medio del + 15-20% nel 25-30% dei soggetti vaccinati) per blocco del recettore ACE-2 e ridotta inattivazione dell’angiotensina II e del rapporto angiotensione II/angiotensina 1,7; incremento della pressione arteriosa (+15-20%, nel 25-30% dei soggetti vaccinati);
  • miocardite acuta;
  • Incremento dell’attività adrenergica legato allo stato infiammatorio cronico con aumentato rischio di manifestazioni tachiaritmiche specialmente in soggetti con vie di rientro anomale o sindrome da pre-eccitazione ventricolare (WPW);
  • Attivazione diretta, da parte della proteina spike della proteina S anticoagulante e delle piastrine che inducono, anche con meccanismi diversi in relazione al tipo di vaccino somministrato, a trombosi tromobocitopenica e relative complicanze cardiovascolari (manifestazioni emorragiche, ictus cerebri, ischemia miocardica) con prevalente interessamento del microcircolo. Nell’ultimo anno si è riscontrato una significativa riduzione dell’età media di accesso in unità coronarica, specialmente di giovani vaccinati senza specifiche comorbilità;
  •  La specifica azione della proteina spike sull’endotelio vasale e lo sviluppo di anticorpi antiendotelio (Gundry,Circulation 2021), è responsabile di eventi coronarici acuti dall’11% al 25% e di miopericardite (effetto diretto e/o immunomediato sul tessuto miocardico) con incremento dell’accesso al Dipartimento di Emergenza, per problemi cardiaci, del 25% nei soggetti vaccinati con età inferiore ai 40 anni, come riportato in Israele;
  • L’infiammazione sistemica indotta dalla proteina spike può essere causa di cardiomiopatia da stress (takotsubo syndrome) per attivazione del sistema adrenergico (ed iperattività dei piccoli vasi subepicardici) e del sistema emocoagulativo;
  • Neuropatia delle piccole fibre nervose (sia immunomediata che per ischemia dei vasa nervorum) per interessamento del sistema nervoso autonomico con relative alterazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa (assenza della variabilità fasica respiratoria della frequenza cardiaca,tachiaritmia e/o bradiaritmia fino ad asistolia).

Pertanto, un adeguato screening prevaccinale (accurata anamnesi clinica e cardiologica ed esami di laboratorio, inclusi i tests genetici) è essenziale per la valutazione individuale, anche in relazione all’età del paziente, del rapporto rischio/beneficio secondo la scala modificata di Goldman et al.

Analizzando le reazioni avverse

Andando ad analizzare in dettaglio alcune delle varie reazioni avverse riscontrate, varrà rilevare:

  • Pericardite e Miocardite:

    In relazione alla pericardite e miocardite post-vaccinale ovvero post-infettiva, la letteratura scientifica non ha rilevato una specifica differenza clinica ed ecocardiografica tra pericardite tra la post-vaccinica e la post-infettiva, si tratta in entrambi i casi di pericarditi siero-fibrinose.

    Mentre, in relazione all’insorgenza della pericardite, come anche quella della miocardite, gli studi scientifici rilevati hanno riscontrato come sia più frequente nei soggetti vaccinati rispetto ai non vaccinati che hanno avuto l’infezione naturale. Questa osservazione è in accordo con quanto riportato da due studi in Israele (Scientific Communication 2022 e J.Clin. Med. 2022) e tali studi hanno avuto riscontro anche nella letteratura scientifica italiana (Cfr. amplius, Dr. Barbaro, H-index 56).”
  • Neuropatia delle piccole fibre nervose:

    Una complicanza molto frequente è, come detto, la neuropatia delle piccole fibre nervose che, potendo interessare il sistema autonomico, determina significative alterazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.
  • Alterazione del sistema immunitario:

    Altre complicanze sono legate all’alterazione del sistema immunitario, specialmente dopo somministrazioni successive, con manifestazioni o riacutizzazioni di malattie autoimmuni (anche in ambito neurologico), immunodepressione indotta dal vaccino (VAIDS) con riattivazione di infezioni endogene (es, herpesvirus) e perdita della sorveglianza immunologica con insorgenza di tumori o riattivazione e progressione degli stessi in fase di remissione.

* * *

Cerchiamo ora di dare spiegazione alle varie domande che tutti si fanno.

Perché alcune persone sviluppano effetti avversi gravi dopo la vaccinazione anti-Covid e altre persone no? È questione di tempo?

Ogni persona ha una sua specifica storia clinica e una sua genetica. Ovviamente, molti eventi avversi potevano essere evitati dopo un’accurata anamnesi anche familiare e analisi specifiche sia prima che dopo il vaccino. Indubbiamente la genetica individuale e la storia clinica (che dovrebbe sempre essere accuratamente analizzata) condiziona anche il tempo di insorgenza di tali eventi.

Centinaia di milioni di dosi di vaccino SARS-CoV-2 basato su mRNA-LNP sono già state somministrate all’uomo, manca tuttavia una comprensione completa degli effetti immunitari. Uno studio preliminare guidato dai ricercatori della Thomas Jefferson University [2] ha scoperto che le nanoparticelle lipidiche LNP utilizzate per trasportare mRNA nei vaccini covid-19 possono inibire e alterare le risposte immunitarie dei topi.

I dati sperimentali sono molto limitati e, del resto, anche lo studio pre-autorizzazione del vaccino manca di dati riguardanti i rischi in specifiche categorie (immunodepressi, malattie autoimmuni, soggetti con malattie cardiovascolari). La vaccinazione di massa, effettuata senza una cauta selezione dei pazienti, ha dimostrato che le alterazioni dimostrate nei topi si realizzano anche nell’uomo (in letteratura scientifica, Cfr. amplius, Dr. Barbaro, H-index 56).

Seppur non segnalati sistematicamente, ci sono ormai, a livello mondiale, moltissimi casi di eventi avversi dopo la vaccinazione anticovid-19 e, sempre più frequentemente, vengono pubblicati lavori scientifici che riportano casistiche di gravi reazioni riscontrate successivamente all’inoculazione di questi farmaci. Ciononostante, il Governo continua a spingere per la quarta dose “sarebbe opportuno che tutti la facessero, però per i soggetti fragili per età o patologia è veramente una questione di sopravvivenza”ha dichiarato, ospite di Rai radio 1, Walter Ricciardi [3](docente d’igiene all’Università cattolica di Roma e fino a questo momento consigliere scientifico del ministro della Salute, membro dell’OMS), Roberto Speranza (ministro della Salute), come da circolare del Ministero della Salute [4]che raccomanda la quinta dose a over 80, ospiti Rsa e fragili ultrasessantenni.

Tuttavia, occorre evidenziare come, in mancanza di dati scientifici certi e completi (per esempio, nell’ultimo report dell’EMA mancano dati relativi all’efficacia ed al rapporto rischio/beneficio nei soggetti affetti da immunodepressione e da malattia autoimmune), ciò posto, in letteratura scientifica (per tutti, in Italia, cfr. Dr. Barbaro, H-index 56) si è evidenziato come i soggetti fragili per età o patologia, in seguito a somministrazioni successive del vaccino possano avere un peggioramento del loro stato clinico. Inoltre, si tratta di un vaccino preparato verso una variante virale (alpha) che non esiste più in circolazione ed è stato anche dimostrato che richiami successivi del vaccino causano una significativa immunodepressione (VAIDS) che, in alcune categorie (es. HIV-positivi) ha provocato la riacutizzazione di infezioni virali endogene (herpes zoster, EBV, CMV). Lo stesso vale anche per i soggetti anziani, nei quali è stata riscontrata un’aumentata incidenza di eventi cardiovascolari in seguito a somministrazioni ripetute del vaccino e una maggiore suscettibilità ad acquisire l’infezione naturale con sviluppo di malattia grave. Come riferisce il Dr. Barbaro, H-index 56, nel corso della sua audizione al Senato italiano, una analisi dei dati pubblicati dal Ministero della Salute israeliano tramite il Dr. Hervé Seligmann, membro della Facoltà di Medicina per le Malattie Infettive e Tropicali Emergenti presso l’Università di Aix-Marseille, e l’ingegnere Haim Yativ mostrano che durante un periodo di vaccinazione di cinque settimane, il vaccino sperimentale mRNA di Pfizer ha ucciso circa 40 volte di più (tra gli anziani) rispetto alla malattia stessa.

Molti mass media stanno incentivando la popolazione a fare in contemporanea l’anti-Covid, l’antinfluenzale e quello pneumococcico, “tutti e tre lo stesso giorno, due sul braccio e uno sulla gamba” , ma la scienza cosa dice sul punto?

Sul punto l’EMA (Agenzia Europea dei Medicinali), ha dichiarato che i dati in suo possesso sono ancora incompleti ed ha preannunciato studi sul punto. Mentre il Ministero della Sanità Inglese è molto più prudente della stampa italiana in quanto non raccomanda la combinazione di vaccini ed ha dichiarato che i vaccini possono essere mischiati solo in casi estremamente rari[5].

L’autorevole British Medical Journal, sul punto, da atto di una ricerca scientifica[6] volta a studiare l’effetto della miscelazione dei vaccini. Secondo i risultati preliminari dello studio, l’utilizzo di due diversi vaccini COVID-19 per la prima e la seconda dose ha maggiori probabilità di causare effetti collaterali. Le reazioni dopo la seconda dose sono state le stesse comunemente osservate dopo aver ricevuto lo stesso vaccino per entrambe le vaccinazioni: febbre, brividi, affaticamento e mal di testa.

Oltre a quanto esposto, la letteratura scientifica italiana ci porta all’attenzione come la logica clinica non è cambiata. Vaccini diversi non devono essere somministrati insieme per evitare alterazioni, talora significative, del sistema immunitario. (Cfr. amplius, Dr. Barbaro, H-index 56)


[1]https://www.dannidavaccino.com/vaccini-covid-aumentano-le-reazioni-avverse/

[2] Studio: “Pre-exposure to mRNA-LNP inhibits adaptive immune responses and alters innate immune fitness in an inheritable fashion” (La pre-esposizione all’mRNA-LNP inibisce le risposte immunitarie adattative e altera l’idoneità immunitaria innata in modo ereditabile).

Zhen Qin, Department of Microbiology and Immunology, Thomas Jefferson University, Philadelphia, PA 19107, U.S. – H-index 3.

Aurélie Bouteau, Department of Microbiology and Immunology, Thomas Jefferson University, Philadelphia, PA 19107, U.S. – H-index 6.

Christopher Herbst, Department of Microbiology and Immunology, Thomas Jefferson University, Philadelphia, PA 19107, U.S. – H-index 3.

Botond Z. Igyártó, Department of Microbiology and Immunology, Thomas Jefferson University, Philadelphia, PA 19107, U.S. – H-index 26.

https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2022.03.16.484616v2.full

[3]Rai Radio 1, 7 ottobre 2022.

[4]Ministero della Salute, circolare 0043189-17/10/2022-DGPRE-DGPRE-P. https://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1666038901.pdf

[5] Mahase E. Covid-19: Vaccine brands can be mixed in “extremely rare occasions,” says Public Health England. BMJ2021;372:n12. doi:10.1136/bmj.n12 pmid:33397685

[6]Lo studio è condotto da ricercatori dell’Università di Oxford e finanziato dalla Vaccines Taskforce e dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations. Il team sta lavorando in otto siti nel Regno Unito per condurre lo studio e sta esaminando le reazioni avverse e le risposte immunitarie alle diverse combinazioni di vaccini ed è edito sul BMJ 2021; 373 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.n971 (Published 13 April 2021) Cite this as: BMJ 2021;373:n971

Michele Cattadori

* * *

Voglio saperne di più

• Vuoi vederci chiaro?
• Non sei soddisfatto delle motivazioni che ti sono state date dai medici sui tuoi effetti avversi?
• Vuoi più informazioni per tutelarti?
• Tu o i tuoi cari siete stati danneggiati e vuoi sapere se hai diritto al risarcimento del danno?

info@dannidavaccino.com

Raccontaci la tua storia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *